Il Perco è Scuola DADA

La nostra scuola da qualche anno ha aderito alla Rete delle scuole DADA, tra le scuole più impegnate sulla frontiera dell’innovazione non solo tecnologica ma anche organizzativa e pedagogica. Il progetto DADA, acronimo di Didattiche per Ambienti Di Apprendimento, nasce nel 2014 in due istituti romani ad opera dei Dirigenti Ottavio Fattorini e Lidia Cangemi ed è  adottato ormai da centinaia di scuole in tutta Italia. Vi invitiamo a visitare il sito https://www.scuoledada.it/ per un aggiornamento continuo sulle  iniziative e per la documentazione.

L’idea centrale del Modello è quella di riorganizzare il funzionamento degli istituti per “aula/ambiente di apprendimento”,  trasformando le aule in laboratori specializzati, attrezzati in funzione delle esigenze didattiche delle varie discipline (con materiali, risorse e biblioteca specifica) e affidati, in genere, ad uno o più docenti. L’altra importante e conseguente novità è che sono gli studenti a muoversi tra le diverse aule disciplinari in base all’orario delle lezioni e non gli insegnanti, che restano nelle aule loro assegnate.

Il Modello DADA  muove da autonomi presupposti scientifico-pedagogici e neuro scientifici (muovere il corpo per muovere la mente) e specifiche finalità organizzative. Aderire alla rete DADA, infatti, vuol dire aderire ai presupposti e ai principi pedagogico-didattici presenti nel Manifesto e che sono molto più ampi e profondi del solo riferimento agli ambienti. L'obiettivo è quello di offrire un percorso educativo più efficace e coinvolgente, migliorare la motivazione degli studenti e aumentare le loro capacità di apprendere autonomamente. Corollario importante del Modello DADA è la strutturazione delle relazioni educative sul presupposto della fiducia verso lo studente, usata intenzionalmente  come "infingimento pedagogico".

La peculiarità del DADA, rispetto ad altre innovazioni educative,  è nella pervasività ed inevitabile coinvolgimento corale di tutte le componenti delle comunità scolastiche che lo sperimentano (dirigenti, insegnanti, studenti, famiglie, ecc…). Non si può, cioè, adottare il Modello in singole classi ma è necessario un coinvolgimento consapevole della comunità educante nel suo complesso.

Il piano di monitoraggio del Modello DADA  è stato definito all’interno di un protocollo di intesa tra gli istituti scolastici fondatori e il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università di Roma "Sapienza" ed ha permesso di offrire un’accurata descrizione dei risultati raggiunti da DADA sul piano pedagogico. Negli spostamenti tra le varie aule didattiche gli studenti, fortemente responsabilizzati nella gestione del materiale e dei tempi di spostamento, avranno l’occasione di dimostrarsi attivi e indipendenti: questo approccio viene percepito come stimolo, seguendo un processo di insegnamento-apprendimento attivo, in cui gli studenti possano divenire attori principali e motivati nella costruzione del loro sapere.
Ulteriore beneficio è la valorizzazione della specifica competenza professionale del docente, che  usufruisce di una propria aula allestita personalmente, riuscendo a predisporre spazi e materiali e rendendo più efficace ciascuna ora di lezione.

L'evento pandemico degli ultimi anni ha ritardato la definitiva trasformazione dei nostri ambienti e dell'organizzazione didattica secondo il Modello ma, con il normalizzarsi della situazione, a partire dal prossimo anno scolastico 2023/24 la scuola secondaria di primo grado PERCO attuerà pienamente la nuova organizzazione didattica, mentre le scuole primarie del Comprensivo si avvieranno ad una graduale trasformazione di parte degli ambienti, secondo il modello DADA Logica, evoluzione del DADA per la scuola primaria.

 

 

Proprio nella stessa direzione ci spinge a muoverci il Piano Scuola 4.0, un piano di investimento che è parte integrante del PNRR (Piano Nazionale Ripresa Resilienza), volto a completare la modernizzazione degli ambienti scolastici italiani. Si tratta di uno strumento di supporto per le azioni che verranno realizzate dalle scuole - nel rispetto della propria autonomia didattica, gestionale e organizzativa - per la realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento a partire dalla riorganizzazione degli spazi.

Da sempre, infatti, le aule scolastiche sono state pensate come stanze quadrate con file di banchi davanti alla cattedra del docente e questa disposizione ha influenzato il metodo di insegnamento e di apprendimento per oltre un secolo, tanto da essere ancora oggi l’assetto predominante nelle scuole italiane. Tuttavia, la ricerca nazionale e internazionale ha dimostrato come questo modello tradizionale non sia più adatto alle esigenze didattiche e formative della modernità, in particolare rispetto alle sfide poste dai cambiamenti socio-culturali, economici, scientifici e tecnologici.

Ed è proprio per accompagnare la transizione digitale della scuola italiana che nasce il Piano Scuola 4.0, che, con la sua Azione 1 - Next Generation Classrooms, mira a trasformare le aule scolastiche precedentemente dedicate ai processi di didattica frontale in ambienti di apprendimento innovativi, connessi e digitali. L’idea è quella di trasformare gli spazi fisici delle scuole, i laboratori e le classi, fondendoli con gli spazi virtuali di apprendimento, rappresenti un fattore chiave per favorire i cambiamenti delle metodologie di insegnamento e apprendimento e per lo sviluppo di competenze digitali fondamentali per l’accesso al lavoro.

Il finanziamento permetterà l'acquisizione di arredi innovativi e strumenti digitali che andranno ad integrare la già notevole dotazione delle nostre scuole, stimolando, attraverso la trasformazione fisica e virtuale dell'organizzazione didattica, il cambiamento delle metodologie e delle tecniche di apprendimento e insegnamento.